Benvenuti nel sito del Prof. Roberto Delfini

 

Il Prof. Roberto Delfini specialista in Neurochirurgia, negli ultimi 24 mesi ha svolto 600 interventi chirurgici per patologie vertrebo midollari e 300 per patologie endocraniche. E' professore ordinario di Neurochirurgia, titolare della I cattedra di Neurochirurgia dell'Università Sapienza di Roma e direttore della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia. E', inoltre, Past president della Società Italiana di Neurochirurgia. Esercita l’attività privata presso la Casa di Cura Mater Dei e presso la Casa di Cura Villa Margherita di Roma.

Campi d'interesse//

 

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Patologia neoplastica spinale

 

 

La patologia neoplastica spinale rappresenta circa il 15% delle neoplasie del sistema nervoso centrale. Sono in genere benigne e si manifestano per lo più con sintomi irritativi (dolore) e/o sintomi deficitari (sensitivi/motori). I tumori spinali sono classificati secondo la localizzazione in tre gruppi:

 

 

I tumori intramidollari derivano tipicamente dalle cellule gliali o ependimali che si trovano nello spazio midollare.

I tumori intradurali extramidollari includono meningiomi che derivano dalle cellule meningee che avvolgono la superficie midollare o schwannomi derivati dalle cellule che avvolgono le radici nervose.

I tumori extradurali sono tipicamente ripetizioni  (k. Polmone-mammella, prostata).

 

 

Tumori intramidollari

I tumori intramidollari sono rari, rappresentando solo il 5-10% di tutti i tumori spinali primitivi e di regola sono più comuni nei bambini.

 

Ependimoma

E’ il tumore endomidollare più frequente negli adulti. Può presentarsi per tutto l’arco della vita, ma è più comune nell’età media.  Circa il 40% degli ependimomi del SNC originano dal filum terminale, mentre il sito più comune è rappresentato dalla regione cervicale.

 

Astrocitoma

Circa il 3% di tutti gli astrocitomi del SNC sorgono entro il  midollo spinale. Questo tumore può presentarsi a qualsiasi età ma è prevalente nelle prime tre decadi. Sono i più comuni tumori pediatrici intramidollari, rappresentando il 90% dei tumori in pazienti con età al di sotto dei 10 anni e il 60% in pazienti adolescenti. Dopo i 30 anni, gli ependimomi diventano leggermente più frequenti degli astrocitomi. Circa il 60% degli astrocitomi si situano nelle regioni cervicale e cervico-toracica.

 

Emangioplastoma

Sono tumori benigni di origine vascolare ben circoscritti ma non capsulati. La maggior parte hanno un punto di inserzione piale e sono localizzati dorsalmente o dorso-lateralmente. Si presentano lungo tutto il midollo ma sono più frequenti nella regione cervicale quando si associano alla S. Di Von Hippel-Lindau. Rappresentano il 3-8% dei tumori endomidollari e sono rari in età pediatrica. Spesso sorgono in pazienti al di sotto dei 40 anni

 

Gli angiomi cavernosi, i tumori dermoidi ed epidermoidi, i teratomi, le metastasi, sono molto più rari rispetto alle lesioni sopra esposte. L' 1% dei neurofibromi ha una localizzazione intramidollare. Il riscontro di oligodendrogliomi è solo occasionale.

 

La sintomatologia comunemente presentata dai pazienti è dorso-lombalgia, il dolore è sordo, diffuso e bilaterale e si associa a tensione paravertebrale, seguita da deficit sentivi, motori e sfinterici.

 

La diagnosi viene effettuata con l’ausilio della risonanza magnetica con e senza gadolinio che rappresenta il gold standard per la diagnosi e la tomografia computerizzata.

 

Il trattamento di scelta in quegte neoplasie è chirurgico anche se dato il lento accrescimento di alcune di queste lesioni, quando sono di piccole dimensioni si può attendere e monitorizzare l’evoluzione della lesione attraverso RM seriate.

L’approccio chirurgico è posteriore con una laminectomia o laminotomia. Negli astrocitomi aggressivi o metastasi potrebbe essere necessario un trattamento adiuvante postoperatorio.

 

 

Tumori intradurali extramidollari

I tumori intradurali extramidollari rappresentano circa il 50% di tutti i tumori spinali. Sono rappresentati in massima parte da:

 

Meningiomi

Circa 40% dei casi. Più frequentemento localizzati a livello dorsale e raramento a livello cervicale e lombo-sacrale. Sono più frequenti nel sesso femminile intorno ai 40-50 anni. Il dolore è di solito sordo e diffuso.

 

Neurinomi

Circa il 40 % dei casi. Hanno sede preferenziale a livello cervicale basso e lombare, ma possono anche riscontrarsi a livello toracico, sono più frequenti nel sesso maschile con età media d’esordio a 30-40 anni. Il dolore è di tipo radicolare con irradiazione al dermatomero della radice nervosa compromessa.

 

Una caratteristica del dolore provocato da queste neoplasie è l’esacerbazione in posizione clinostatica “dolore notturno” che viene alleviato in ortostatismo, e si accentua con starnuti, colpi di tosse e manovra di valsava. I sintomi sensitivi sono più rari.

 

La diagnosi viene eseguita con l’ausilio delle radiografia standard, della risonanza magnetica con e senza gadolinio e della tomografia computerizzata.

 

Il trattamento di scelta in quegte neoplasie è chirurgico anche se dato il lento accrescimento di alcune di queste lesioni, quando sono di piccole dimensioni si può attendere e monitorizzare l’evoluzione della lesione attraverso RM seriate.

L’approccio chirurgico è posteriore con una laminectomia o laminotomia.

 

 

Tumori extradurali

Tra i tumori extradurali possiamo elencare:

- Tumori osteogenetici, quali osteoma, osteoma osteoide, osteoblastoma, tumore cellule giganti, osteosarcoma, sarcoma di Ewing, mieloma;

- Tumori cartilaginei, quali condroma, osteocondroma, condroblastoma e condrosarcoma;

- Tumori vascolari, quali emangioma, linfangioma, angioreticuloma, angiosarcoma, emangiopericitoma;

- Tumori del tessuto connettivo quali fibroma, lipoma, fibrosarcoma, liposarcoma.

Le metastasi extradurali provengono frequentemente dai carcinomi polmonare, mammario, prostatico, renale, tiroideo oppure da linfomi (p. es., m. di Hodgkin, linfosarcoma, etc).

 

La diagnosi dei tumori extradurali, di origine ossea, si avvale dell'uso della TC e in misura minore dell'Rx. Di fondamentale importanza rimane lo studio delle lesioni extradurali con la risonanza magnetica con e senza gadolinio.

Sebbene molto utile, la radiologia non ci permette di fare una diagnosi di certezza, che si ha invece solo con la conferma istologica, è quindi necessario effettuare una biopsia della lesione o comunque l'esame istologico del materiale asportato all'intervento.

 

I Tumori extradurali, sono costituiti solitamente da metastasi, quindi sono lesioni maligne. In questo caso l'approccio deve tenere conto delle condizioni generali del paziente, della lesione primitiva che ha metastatizzato, dell'attesa di vita del paziente.

Il trattamento è quindi multidisciplinare e si avvale della chirurgia, della chemioterapia e della radioterapia.

L'intervento consiste nella rimozione della parte ossea interessata dalla lesione che viene sostituita con materiale protesico, una mesh fissata con una placca anteriormente ridona stabilità al tratto interessato. Le lesioni benigne una volta rimosse permettono di ottenere una guarigione definitiva; le lesioni maligne vengono trattate con scopo palliativo ovvero si ha una remissione temporanea dei sintomi, che ricompaiono quando la lesione recidiva. Spesso si rende necessaria una stabilizzazione del tratto interessato che può avvenire per via posteriore con le barre longitudinali applicate sulle viti peduncolari.