Benvenuti nel sito del Prof. Roberto Delfini

 

Il Prof. Roberto Delfini specialista in Neurochirurgia, negli ultimi 24 mesi ha svolto 600 interventi chirurgici per patologie vertrebo midollari e 300 per patologie endocraniche. E' professore ordinario di Neurochirurgia, titolare della I cattedra di Neurochirurgia dell'Università Sapienza di Roma e direttore della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia. E', inoltre, Past president della Società Italiana di Neurochirurgia. Esercita l’attività privata presso la Casa di Cura Mater Dei e presso la Casa di Cura Villa Margherita di Roma.

Campi d'interesse//

 

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Patologia traumatica vertebro-midollare

 

 

Le fratture vertebrali possono essere la conseguenza di un trauma oppure di processi patologici che alterano la densità ossea delle vertebre rendendole più suscettibili a fratture per traumi lievi o per movimenti fisiologici di flesso-estensione. Le fratture vertebrali traumatiche riguardano nel 20-33% dei casi il tratto cervicale, nel 67-80% dei casi il tratto toracico e lombare soprattutto a livello della giunzione toraco-lombare (T11-L2). Ciò avviene perchè la giunzione toraco-lombare è una zona di transizione tra un tratto rachideo rigido (quello toracico) ed uno con spiccate caratteristiche di movimento (quello lombare). La presenza di una frattura vertebrale del tratto toraco-lombare è associata nel 60% dei casi alla presenza di un danno neurologico (frattura mielica). In caso di fratture non associate a danni al midollo spinale si parla di fratture amieliche.

 

Sintomi

Il danno midollare può essere completo manifestandosi con paralisi flaccida al di sotto della lesione, areflessia, disturbi sfinterici, disturbi autonomici (ipotensione ed ipovolemia) oppure puo essere incompleto con quadri neurologici clinici più o meno complessi a seconda della zona del midollo coinvolta.

 

Diagnosi

La diagnosi di una frattura vertebrale viene effettuata attraverso le radiografie standard, la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica.

 

Trattamento

L’indicazione al trattamento chirurgico si basa sulla presenza di:

- Ingombro del canale midollare con deficit neurologici, per cui è necessaria la decompressione chirurgica.

- Fratture instabili, per cui è indicata una stabilizzazione chirurgica per prevenire danni neurologici ritardati.

- Cifotizzazione del segmento interessato per cui è indicata la stabilizzazione chirurgica per prevenire il dolore cronico.

Anche il prolungato allettamento può rappresentare un’indicazione al trattamento chirurgico poiché permette una mobilizzazione precoce riducendo l’insorgenza delle patologie dovute all’allettamento tipo piaghe da decubito, trombosi venosa profonsa.

Se il trauma è lieve può essere sufficiente una immobilizzazione temporanea in corsetto esterno. Attualmente ne esistono di molti tipi, rimovibili, che consentono di modellare la forma sulle specifiche necessità del paziente.

Nei traumi gravi si dovrà decidere se la riparazione può avvenire comunque con una immobilizzazione prolungata in corsetto, o se diviene necessario il trattamento chirurgico.

Il trattamento chirurgico è indispensabile nei casi in cui vi sia danno delle strutture nervose, oppure instabilità vertebrale. Nei pazienti con fratture amieliche che necessitano di intervento chirurgico, il trattamento può essere posticipato ed eseguito in regime di elezione con una corretta pianificazione della procedura. I maggiori benefici di un intervento decompressivo in urgenza si realizzano soprattutto nei pazienti con lesione incompleta.

Il trattamento delle fratture osteoporotiche, quindi, da fragilità ossea si basa sulle metodiche della vertebroplastica e della cifoplastica.

Utile, nel periodo postoperatorio e nelle fratture trattate conservativamente, è la riabilitazione neuromotoria, soprattutto in quei pazienti con deficit neurologici.

Gli obiettivi del progetto riabilitativo sono reppresentati da:

- Controllo del dolore; miglioramento delle funzioni motorie 

- Prevenzione delle complicanze da immobilità, in particolare nel soggetto anziano 

- Correzione di eventuali alterazioni posturali (tipico l’atteggiamento cifo-lordotico).

Le fratture vertebrali, anche se a volte asintomatiche, possono sviluppare un quadro di rachialgia cronica, specie se a localizzazione multipla, dove il dolore può arrivare a compromettere le attività giornaliere, fino ad un vero e proprio stato di disabilità fisica, con ripercussioni anche sullo stato psicologico. Per tale motivo è di fondamentale importanza un trattamento adeuato e tempestivo ed un adeguato progetto riabilitativo.